L’epatite C cronica è attualmente una malattia curabile. Il trattamento antivirale consente di dominare l’infezione, ma per ottenere un risultato a lungo termine è necessario portare a termine il trattamento.In questo modo, le probabilità di eliminare completamente il virus dal sangue e sconfiggere la malattia diventano concrete. Oggi, infatti, il trattamento antivirale garantisce una negativizzazione, cioè la scomparsa del virus dal sangue, in un numero significativo di casi. Va però tenuto presente che ogni paziente ha una sua stria che molti fattori possono incidere sull’efficacia della cura, fattori legati sia al virus che alo stesso paziente. Già dalIe prime reazioni del fisico alla cura è possibile prevedere quale sarà la reazione del paziente al trattamento.

Il trattamento più efficace oggi disponibile per l’epatite C cronica si basa sull’associazione di due principi attivi: l’interferone pegilato e la ribavirina. la posologia deu due farmaci deve essere modulata dallo specialista secondo i bisogni dei singoli pazienti.

Interferone pegilato

Il nonstro organismo normalemente produce interferone, in risposta all’insorgere di infezoni, favorendo l’azione delle difese immunitarie. Si ttratta di una “piccola proteina” che svolge un ruolo determinante in presenza di infezioni virali. Riprodotto sinteticamente in laboratorio, l’interferone diventa un farmaco molto efficace, aumenta novetolmente la sua azione se “legato ad un’altra sostanza, il “gliecole polietilenico”. Quest’ultimo, infati, consente il rilascio graduale nell’organismo dell’interferone aumentandole la durata dell’effetto e garantendo una copertuta farmacologica più prolungata nel tempo ma sempre costante.

Ribavirina

Utilizzato insieme alla rivabirina, l’interferone peligiato migliora ulteriormente il suo effetto. La La rivabirina, infatti, è in grado di impedire la replicazione del virus, ma per riuscire ad eliminarlo dallorganismo necessita dell’azione integrata dell’interferone peligiato. Utilizzati in sinergia, quindi, i due farmaci favoriscono amplificazione reciproca degli effetti.

Nuovi farmaci

Sebbene la terapia combinata con peginterferone e ribavirina abbia rappresentato un grande passo avanti nella lotta alla malattia, oltre il 50 per cento dei pazienti non ricava significativi benefici dal trattamento. In particolare, la terapia sembra efficace nell'80-90 per cento nei malati con virus di genotipo 2 o 3 e nel 50 per cento di quelli con virus di genotipo 1. Il mondo della ricerca è dunque mobilitato per trovare farmaci sempre più efficaci e sicuri.
Nuove classi di farmaci molto promettenti – gli inibitori delle proteasi e delle polimerasi – che allo stato attuale si trovano nelle prime fasi di sperimentazione clinica, sono quelle basate sull'inibizione di alcuni enzimi importanti nel ciclo di replicazione del virus.


Scarica l'opuscolo per i pazienti in trattamento

Ultime Notizie Ansa
Bolle, 'clochard emblema degrado Napoli'
Sun, 05 February 2012, 20.08
Tweet scatena polemiche, lui replica 'sono stato frainteso'